Conversazioni con un vecchio pittore pazzo…

Conversazioni con un vecchio pittore pazzo…

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Nel panorama artistico dell’arte contemporanea cercarsi angoli rappresentativi in un contesto pratico è pressoché ridicolo se non addirittura patetico. Stiamo parlando del solito andazzo autoreferenziale di un imporsi in un mondo dove nessuno strabuzza davvero gli occhi per quel che facciamo. Per la stragrande maggioranza sono solo scarabocchi di un copia incolla all’infinito
di astratti, figurativi e fotografie. Tutti ci crediamo artisti ma la realtà è ben altra, la realtà è limitazione è in questa limitazione il vero artista è quello dell’artista cacciatore che si muove nell’oscurità, quello che non si ostina ad attendere nell’acqua stagnante di un social network o in certe mostre fatte alla cazzo di cane. La bellezza, la bellezza sta svanendo, si sta assottigliando, oppure ne resta così ben poca che i sensi ne soffrono sommersi in questa realtà che distraendoci ci degrada.
Dov’è finita l’arte come mezzo elevato di educazione? Dov è finita l’arte rivoluzionaria …dove sono finite quelle correnti che agitavano gli artisti di una volta?
Certo l ‘arte è ambigua e oggi giorno in questi tempi a dir poco ambigui lo è ancor di più, poiché l arte come si sa è elevata al sistema e il sistema è marcio!
Ritroviamo le giuste correnti dentro di noi, ritroviamo il coraggio e che siano gli altri a scoprire qualcosa in noi se c è davvero qualcosa da scoprire. Oppure guardiamoci davvero nello specchio domandandoci cosa portiamo di nuovo, cosa creiamo di così unico e originale da pretendere onori e allori. Io per esempio dipingo paesaggi e marine che mi fanno stare bene e questo mi basta, forse il segreto è tutto qui…dipingere, creare fare dire e disfare senza la pretesa di un patetico esibizionismo così come fanno certi genitori con i loro figli esibendoli in un palcoscenico virtuale e non di un autentico egocentrismo dove non gliene frega niente a nessuno.
Meditiamo un po’ su perchè alla fine è solo acqua che scorre in questo tempo che corre rubandoci lucidità e coraggio. Riprendiamoci la cognizione del cuore, del limiti e del gioco senza tornaconti se non il piacere dell’incanto del fare e basta se niente resterà come prima.

Alfio Catania

opera – Dagli avamposti – 2009 –  alfio catania

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2 pensieri su “Conversazioni con un vecchio pittore pazzo…

  1. Grazie Tiziana e peccato che non è stata colta da tutti in tutta la straordinaria realistica visione che scrivi te ))) ciò la dice lunga sulla stragrande maggioranza di chi confonde l’artigianato della creatività con un banco di frutta e verdura, perlopiù vendendola non certamente fresca. io indurerrei all’autocoscienza analitica e all’umiltà prima di spacciasi per quello che non si è veramente nel profondo..

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