Interviste – Eleonora Manca

From the Womb_Eleonora_Manca_2014

From the Womb © Eleonora Manca 2014

Madre_IX_Eleonora_Manca_2014

Madre IX © Eleonora Manca 2014

GRUPPO AVAMPOSTI intervista l’artista Eleonora Manca*

1. In sole tre parole cosa rappresenta l’arte per te?

Eleonora Manca: Doglie, contraddizione, metamorfosi.

2. Quale opera d’arte pittorica del dopoguerra ad oggi vorresti avere su una tua parete?

EM: Dipende dai periodi, ultimamente Amalassunta su fondo blu di Osvaldo Licini. Oppure Studio dal ritratto di Papa Innocenzo X di Velázquez di Francis Bacon.

3. Cosa offre e cosa toglie l’arte nel web per un artista non affermato?

EM: Il web può essere una piattaforma molto interessante, ma come ogni “piazza” comporta delle logiche poco gestibili e zone di luce e di ombra che possono deviare l’intento primo di ogni artista, ossia fare arte. Per quanto mi riguarda cerco di calibrare molto la visibilità delle mie opere in un contesto che risulta comunque sempre labile, ambiguo, fragile. Sono salda sulla presunzione di credere che niente potrà mai sostituire la visione “dal vero” di un’opera d’arte. Il web offre la possibilità della condivisione, del confronto (quando si è fortunati), ma al contempo – perché tutti vi possono accedere – una bulimia al limite della masturbazione (più “like” ricevi, più credi di valere; per esempio nei social) che spesso (mi) provoca solo nausea. Se azzeriamo la possibilità di accogliere la parola artista nell’accezione più ampia mi viene automatico credere che Joseph Beuys abbia peccato un po’ di ingenuità (o troppo ottimismo) quando ha affermato che “ogni uomo è un artista”; personalmente non lo credo (ma credo che, umilmente, ognuno sia libero di fare arte, mantenendo però una sana oggettività sugli esiti finali; e che ognuno possa apporre arte in qualsiasi cosa faccia) e quindi – di riflesso – credo poco nel web come unico viatico per proporre arte. L’essere umano è un meraviglioso compendio di creatività, ma non tutti sono creatori. Qui sta la differenza.
.
4. Ritieni giusto pagare per esporre o per partecipare a qualunque iniziativa facilmente proposta via web?

EM: Ritengo ingiusto dover pagare per esporre ovunque, non solo tramite le proposte via web. Pagare – foss’anche solo per le solite, aleatorie, spese di segreteria – credo sia denigrante per l’artista e per l’arte in generale. Trovo che esporre in contesti dove chiunque vi abbia accesso perché ha pagato il proprio spazio e la propria visibilità comporti una specie di confusione fra chi fa arte seriamente e per chi la fa per hobby.

5. Dicci un libro, un film e un disco che ti hanno particolarmente colpito negli ultimi due anni.

EM: Volti nell’acqua di Janet Frame. Synecdoche, New York di Charlie Kaufman. Musica funebre per archi in memoria di Bartók di Witold Lutosławski.

6. Invece vorremo sapere il nome di un artista straniero e uno italiano che ami, sempre dal dopoguerra ad oggi…

EM: Annette Messager per la capacità di decontestualizzare la fotografia e Carol Rama per avermi insegnato il valore e la bellezza dell’imperfezione.

7. Tornando sul tema web, per un artista non pensi che tutto si sia inflazionato perdendo smalto e corposità, disperdendosi senza lasciare alcun segno?

EM: Sì, certo.

8. E se la pensi così dove stanno la colpa e il problema? E cosa consiglieresti?

EM: Da Andy Warhol in poi ci hanno fatto credere che ognuno abbia diritto ai famosi/famigerati “quindici minuti di celebrità”, ma pochi hanno capito che dopo quindici minuti si diventa macchiette, soprattutto di se stessi. Ovunque è possibile apparire, e meno talento hai più alimenti la macchina dell’illusione che tutti possano approdare all’archetipo del “sogno americano”. Un tempo esisteva, per questo, solo la televisione. Adesso vi sono più possibilità per diffondere il “virus”. Non so chi abbia innestato la colpa e dove realmente si celi il problema, di per certo so che il consiglio è quello di rimanere saldi sul proprio percorso, senza lasciarsi confondere dalle logiche del mercato che un mese decretano una moda e il mese dopo un’altra . Rimanere fedeli a se stessi e non desistere.

9. In poche parole: se fossi un curatore artistico scommetteresti sul tuo lavoro investendo tempo e denaro?

EM: In poche parole, beh, ovvio.

10. Un libro o un saggio sull’arte che vorresti consigliare?

EM: Lo spirituale nell’arte di Wassily Kandinskij soprattutto per quanto concerne la questione della “sintesi delle arti”; concetto al quale credo molto.

***

*Eleonora Manca (Lucca, 1978): artista visiva, fotografa, videoartista il cui lavoro ruota attorno i temi della metamorfosi e della memoria del corpo. Ha esposto in Italia e all’estero; ha partecipato a numerosi festival di videoarte. Vive e lavora a Torino.

Link di riferimento:

https://vimeo.com/eleonoramanca
https://eleonoramanca.see.me/
http://eleonoramancablogstyle.blogspot.it/

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...