Interviste – Claudio Bandini

Apertura, acrilico su tela 80 x 80 cm 2014 (collezione privata) (1)

[Apertura, acrilico su tela 80 x 80 cm 2014 (collezione privata) © Claudio Bandini]

GRUPPO AVAMPOSTI intervista l’artista Claudio Bandini*

1- In sole tre parole cosa rappresenta l’arte per te?

Claudio Bandini: Il mio sentire.

2- Quale opera d’ arte pittorica del dopoguerra ad oggi vorresti avere su una tua parete?

C.B. Il Blu di cielo di Kandinskij.

3 – Cosa offre e cosa toglie l ‘arte nel web per un’artista non affermato?

C.B. Offre la possibilità di divulgare la propria arte. Non toglie nulla se si gestiscono le sue grandi opportunità in modo professionale attraverso un progetto che contenga obiettivi mirati.

4- Ritieni giusto pagare per esporre o per partecipare a qualunque iniziativa facilmente proposta via web ?

C.B No!

5 – Dimmi il titolo di un libro, di un film e di un disco che ti ha particolarmente colpito negli ultimi due anni.

C.B. Venuto al mondo (M. Mazzantini); Magic (Coldplay); La grande bellezza (P. Sorrentino)..

6 – Vorremo poi sapere il nome di un’artista straniero e uno italiano che ami sempre dal dopoguerra ad oggi.

C.B. Afro, Mirò.

7- Tornando sul tema web: per un’artista non pensi che tutto si sia inflazionato perdendo smalto e corposità, disperdendosi senza lasciare alcun segno?

C.B. Sì, è vero! Ma non è colpa del web e non se ne può fare a meno. Sarebbe come dire “non uso il coltello perché temo di infilarmelo nel cuore!” Il problema è CHI lo usa e COME lo usa.

8 – E se la pensi così dove sta la colpa e il problema? e cosa consiglieresti ?

C.B.  La colpa è di chi lo usa male e senza una strategia mirata.
Pertanto consiglio di:
a) Valutare attentamente e con spirito critico le proprie capacità e la possibilità di crescita attraverso relazioni ed e esperienze di alto livello culturale;
b) Definire un proprio progetto di medio periodo ( 3 anni) anche al fine di una utilizzazione oculata e mirata del web;
c) Selezionare rigorosamente i contatti via web.

9 – In poche parole: se fossi un curatore artistico scommetteresti sul tuo lavoro investendo tempo e denaro?

C.B. Sì, ma non alla cieca!

10 – Un libro o un saggio sull’arte che vorresti consigliare?

C.B. Forme dell’intenzione (Michael Baxandall).

***

*Claudio Bandini è nato a S. Sofia (FC), dove vive e lavora.
È conosciuto per la sua tecnica innovativa di affresco sia su tavola, che su tela. Non dipinge soggetti prestabiliti. Crea in modo istintivo su supporti simili a quelli dell’affresco, la cui riscoperta si adatta perfettamente alle sue esigenze espressive – pur con le opportune modifiche alle procedure della classica realizzazione a fresco alfine di consentire l’uso di tecniche miste sia a fresco che a secco.
La preparazione dei supporti su tela o su legno avviene con conglomerati a base di sabbia, leganti e colle particolari che permettano di stabilire il momento giusto per preparare l’affresco a monocromo e per applicare in un secondo tempo i colori, prediligendo l’uso di acrilici e di tecniche miste.
In quest’ultimo periodo usa esclusivamente la tecnica a secco, che meglio gli consente improvvisazioni, cambiamenti ritmici sincopati e stupefacenti progressioni armoniche come nella costruzione ritmica della musica jazz.
La sua opera inizia da una semplice intuizione che si sviluppa via via mediante linee più o meno complesse, attraverso le quali gli interventi successivi sono determinati da un rapporto di interazione emozionale col colore utilizzato. Si tratta di un lavoro non breve, che richiede una concentrazione continua pronta a cogliere la giusta intuizione suggerita dal processo creativo.
In questo modo prendono corpo forme che mutano progressivamente in un divenire continuo di arte prodotta come godimento estetico ed emozionale.
Alla fine di questo processo l’opera si sprigiona nella sua totale autonomia.

“La mia è un’arte della sopravvivenza, che trae impulso dalla necessità di rovistare i labirinti emozionali della mia anima nell’incessante ricerca di una serenità interiore in grado di rendermi in pace con me stesso per esserlo con tutti gli esseri umani. Questa pace interiore, che è accessibile a tutti e che nessuno ci può vietare né rubare perché appartiene alla nostra coscienza, possiede una carica positiva più potente del male, che alla fine sarà destinato a soccombere se la spiritualità dell’arte contaminerà il comune sentire della società. Il messaggio che se ne può trarre è quello della speranza per un’ umanità spogliata dei suoi valori fondamentali, ma spinta da un bisogno sempre più forte alla disperata ricerca di pace e di serenità. Le serie Hearts, Emotions, Inner life, In a Whisper, Elsewhere, Illimitatezza della forma costituiscono i più recenti e più importanti cicli della sopravvivenza delle emozioni e della necessità di condividerle comunicandone la loro più impalpabile e, nello stesso tempo, dirompente consistenza….. Ovvero: della felicità che può essere ricercata solo dentro di noi”.

Sito web: www.equilibriarte.net/bandini

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